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Ama la musica, combatti il razzismo!


Alcuni ricercatori americani hanno scoperto che la musica attiva nel cervello i centri del piacere e dell'emozione, gli stessi che vengono eccitati dal sesso, dal cibo e dalle droghe. I risultati della ricerca, pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences, sono di grande importanza, poiché la musica viene in qualche modo equiparata, per gli effetti benefici sul nostro organismo, a cose vitali quali l'alimentazione e l'attività sessuale.
Ed è perfettamente in grado di sostituire le droghe, se si desidera provare emozioni intense...provare per credere. Ancora una volta la scienza dimostra ciò che era già noto e certo per l'esperienza empirica. Non è un caso che l'arte favorita nel periodo simbolista del Decadentismo fosse proprio la musica. La musica regolata da rapporti armonici matematici, era in grado di scuotere, di emozionare, di far vibrare le corde più segrete dell'animo umano, di comunicare contenuti senza parole, senza concetti, direttamente.
Quanti brividi, quante emozioni al limite del deliquio! I poeti e i pittori portavano al limite estremo la ricerca artistica per avvicinare le parole e le forme alla stessa comunicazione esente da razionalizzazioni intermediarie: sfumature, associazioni libere, analogie, onomatopee, sbavature di colore.
Bergson affermava che la verità è percepita dall’intuizione, da ciò che c’è sotto la soglia di vigilanza, la fisica scopriva l'inconsistenza della materia, la sua vibrazione, Nietzsche scriveva che senza musica, la vita sarebbe un errore, Wagner incantava il suo pubblico e Baudelaire esaltava le corrispondenze, mentre la realtà, che era già esplosa nel pulviscolo atomico dei colori complementari impressionisti, si perdeva dietro soffuse metafore visive. Siamo esseri vibranti e la musica che è vibrazione ci travolge, ci penetra, ci innalza. Provate!