Chi sono i teenagers?

Non si conosce l’inventore del termine “teenager” (anche teen-ager), lanciato negli Stati Uniti a cavallo degli anni Trenta e Quaranta, per designare una determinata fascia d’età, divenuta bersaglio dell’interesse degli operatori di marketing, dei pubblicitari ed anche degli educatori. Il Dictionary of American Slang riporta che teenager sono soltanto quei ragazzi e quelle ragazze tra i 13 e i 19 anni che frequentano le high school. Si tratta quindi di un concetto, che, riproponendo alcune caratteristiche dell’adolescente ne democratizza e ne attualizza la figura, includendovi le ragazze e i giovani delle classi subalterne che accedono all’istruzione superiore.
In italiano non esiste un equivalente di teenager (a meno che non lo si voglia semplicemente tradurre come adolescente).
Negli anni Cinquanta si cominciò a fare uso del termine, mettendolo sempre in corsivo e spesso tra virgolette, a indicare l’estraneità del vocabolo al linguaggio nazionale e l’incertezza relativa al suo preciso significato. In una rassegna bibliografica del 1961 sulla delinquenza giovanile, l’espressione sollevava ancora interrogativi ed era impiegata con riferimento all’attività deviante delle bande giovanili, definite “aggruppamento formato da cento e più membri, in Italia ancora poco noti, detti karwalle in tedesco, bandes des blousons noirs in Francia e teenagers in America”.
Un utilizzo che segnala un certo ritardo della letteratura scientifica rispetto alle forme culturali e sociali.
Il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana attribuisce a «Epoca» del 10 novembre 1951 l’introduzione del termine in Italia come letterale trasposizione dalla lingua inglese. È invece del 1955 un lungo articolo sul settimanale «Settimo Giorno» che racconta la presenza di teenager italiane sulle strade milanesi. “Queste giovani ragazze sono definite anche ‘vitelline’; il termine sarebbe stato introdotto in Italia Da Emilio Cecchi e definirebbe le ‘Heiferettes’, tradotto in vitelline, per “quel loro gaio e saltellante andare a branchi […] all’uscita dalle scuole o dai balli o da qualsiasi luogo dove si trovino in numero sufficiente per non perdersi”.

Pagine tratte da: Enzo Cioffi, Cambia la musica nell’Italia che decolla. Società, giovani e sound dagli anni ’50 al ’68, prefazione di Francesco Barbagallo, copertina di Perino e Vele, Tullio Pironti Editore, Napoli 2010, pp. 382 (più 94 immagini inedite), Euro 20.